Prima di Podere Querceto c’era la California.
Nel 2009 vi abbiamo comprato un ranch e abbiamo cominciato a costruire una vita attorno al vino e alla terra. Vivevamo a Londra e per anni siamo andati e venuti.
Bill aveva studiato enologia alla UC Davis, e il nostro primo vigneto stava fra Napa e Sonoma.
Poi, nel settembre del 2020, arrivò il Glass Fire.
Le viti sopravvissero.
Quasi tutto il resto andò perduto.
Avevamo una scelta: ricostruire quello che avevamo perso, oppure ricominciare altrove.
Abbiamo scelto altrove.
L’incontro con Podere Querceto
Abbiamo trovato Podere Querceto sulle colline di Rufina, a est di Firenze.
Era un vecchio podere, che prende il nome dal querceto che un tempo lo circondava. C’erano la luce, la terra aperta e la possibilità di ricominciare.
Abbiamo acquistato il podere e fondato BOSS II.
Perché BOSS II?
Il nome BOSS viene dalle nostre iniziali: Bill e Olga Selivanova-Shoff.
Il II ha un significato più profondo.
BOSS II è il nostro secondo inizio nel vino.
Prima della Toscana avevamo un’azienda vinicola in California, BOSS Management. L’avevamo costruita attorno al nostro primo vigneto e alla nostra vita là, finché il Glass Fire del 2020 distrusse quasi tutto.
Arrivare a Podere Querceto non è stato semplicemente spostarsi in un’altra zona vitivinicola: è stata l’occasione di ricominciare, su una terra più antica, in un paesaggio diverso, con la stessa convinzione che ci aveva portati al vino.
Così BOSS II significa insieme Bill e Olga Selivanova-Shoff e un secondo capitolo.
È il seguito di una storia cominciata in California e che ha trovato casa in Toscana.
Un secondo inizio
Oggi il podere è condotto in regime biologico ed è piccolo per scelta.
Poco meno di un ettaro di vigneto.
Circa 3.000 bottiglie l’anno.
Lungo affinamento in rovere francese.
E la stessa ambizione che ci ha portati al vino:
fare una cosa bella, onesta e buona su questa terra, con le nostre mani.